Sri Lanka #1 – Com’è cominciata

Spiaggia di TangallaDopo 9h di volo, Roma – Colombo (SriLanka Airlines, €890) atterriamo nella capitale singalese, la porta di accesso dello Sri Lanka, alle prime ore del mattino. Un tassista ci informa che per raggiungere il centro abbiamo 2 opzioni: superstrada a pagamento, in 20 minuti ci si toglie il pensiero; oppure strada normale, si arriva in un’oretta e si paga solo la corsa (300 Rs). Optiamo per la old street , più per rimarcare la voglia di lentezza che per una questione di soldi: questa volta niente scorciatoie; ci prenderemo tutto il tempo necessario per girare questo Paese al nostro passo.

A Colombo non intendiamo fermarci più del necessario, c’è ben altro che ci aspetta oltre l’area metropolitana della capitale, che non è molto diversa da qualunque altra grande città asiatica mediamente povera: traffico impazzito, tuc-tuc, palazzoni in costruzione e tanto inquinamento. La stazione però, ha qualcosa che ci colpisce, un’anima antica che fonde accenni coloniali e colori sgargianti. La cosa ci rincuora: le “insalatone” ci piacciono un sacco! Come le avventure. E la prima si rivela proprio prendere l’affollatissimo treno di seconda classe verso Galle (h 2:30, 150 Rs), cittadina coloniale cinta da mura, affacciata sull’oceano Indiano. Siamo in piedi, ok questo era prevedibile, circondati da occhi gentili, curiosi e in qualche caso divertiti dalla vista di 2 occidentali, di cui uno alto come un palma, che viaggiano tra loro, evidentemente scomodi, anziché prendersi un’auto con autista o semplicemente un taxi, come fa il 90% degli altri turisti. Alcuni, i più temerari, sempre uomini, ci chiedono da dove veniamo e che cosa vogliamo visitare della loro amata “perla lucente”. Quando scoprono che siamo italiani un’espressione di stupore misto a orgoglio gli si disegna sul viso: “venite dal Paese della bellezza per visitare la nostra terra?”. Si vede che ne sono inorgogliti.

Galle si rivela un’ottima prima tappa: donne velate camminano in calli strette e acciottalate , tra palazzi coloniali e minareti, negozietti artigianali e caffè di ispirazione bohemien. Una fusione perfetta tra oriente e occidente che ci aiuta ad acclimatarci gradatamente. In questo ci vengono in soccorso anche i proprietari della guesthouse Seagreen – camera doppia 7150 Rs/notte + colazione 1560 Rs: lui singalese, lei olandese, ci sembra rappresentino al meglio questa cittadina portuale a metà tra questi due mondi. La sera ceniamo al Mama’s, un ristorantino con terrazza affacciata sul minareto e sul faro, da cui possiamo goderci il tramonto mentre gustiamo la nostra prima cena tipica singalese.

Il giorno dopo partiamo in autobus alla volta di Tangalla (h 3:30, 115 Rs), paradiso balneare della costa meridionale con lunghe spiagge sabbiose, palmeti e laguna annessa. A dicembre il mare cristallino chiude il cerchio, mentre purtroppo ad agosto la stagione delle piogge non da scampo: dovrete rinunciare ai bagni, se non in piscina, e forse anche alla tintarella. Almeno il relax è assicurato da massaggi ayuverdici e lunghe passeggiate sulle spiagge deserte (Lagoon Pardise Resort, camera doppia/notte 50 USD).

Post collegati: Sri Lanka; Sri Lanka #2 – “E ricorda, un elefante non dimentica niente!”; Sri Lanka #3 – Indovina chi viene..per il tè; Sri Lanka #4 – I Denti finti del Buddha; Sri Lanka #5 – STUPAAAAA!!!

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