Sri Lanka #2 – “E ricorda, un elefante non dimentica niente!”

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Per la storia della memoria formidabile, dovremo fidarci del Colonnello Hathi del Libro della Giungla, perchè per quanto li vedremo da vicinissimo questi benedetti elefanti, non avremo occasione di metterli alla prova con filastrocche o citazioni famose.

Ma andiamo con ordine. Dalla laguna di Tangalla ripartiamo in bus verso Nord con destinazione il Parco di Uda Walawe, dove l’attrazione principale sono gli elefanti, e facciamo base nella cittadina di Embilipityia (Tangalla Embilipityia: bus h 2, Rs 35), al Pavana Resort. Il safari al parco sarà l’escursione più emozionante di tutta la vacanza (h:3, ingresso: Rs 29.500, mancia guida: Rs 500), anche se ci tengo a precisare che non avevamo mai fatto un safari prima, tantomeno in Africa, la patria dei safari per eccellenza. Probabilmente se non fosse stata la nostra prima esperienza, ci avrebbe coinvolto meno.

Presi dall’eccitazione per il safari del giorno dopo, appena arrivati decidiamo di affittare le bici dell’albergo per fare un giro nei dintorni: peccato che sono le 2 del pomeriggio e finiamo a pedalare lungo il lago artificiale della città, sotto il solleone, senza nemmeno un mini-alberello sotto cui ripararci. 

L’unica nota positiva del “giretto”è incrociare un bus pieno di turisti locali che, dopo aver superato il primo imbarazzo, iniziano a fotografarci forsennatamente: prima solo noi, poi fotografandosi l’un l’altro abbracciati a noi, stile star Hollywoodiane.  I nostri 5 minuti di celebrità! Per cena ci affidiamo alla Lonely e finiamo in uno dei pochi veri ristoranti singalesi, il Sarachandra (circa 9000 Rs/pax): buono anche se non indimenticabile, menzione speciale per il dolce tipico.

Quella sera stessa, parlando con il receptionist del Pavana Resort capiamo subito che non ci conviene né in termini di tempo, né in termini di costo organizzare l’escursione al parco per conto nostro, quindi decidiamo di affidarci al loro “pacchetto ” che comprende Jeep con autista, 1407385455785transfer verso il parco e ritorno e colazione al sacco (Rs 4500/Jeep).
Optiamo per la partenza alle 5 del mattino, visto che gli animali dovrebbero preferire le levatacce, scelta che si rivela azzeccata: vediamo elefanti, bufali, pavoni, varani e uccelli in quantità, alcuni anche da distanze parecchio ravvicinate e poi l’atmosfera del parco alla luce dell’alba è veramente affascinante.

Quello stesso pomeriggio leviamo le tende in direzione delle piantagioni di tè di Sir Thomas Lipton ad Haputale. Altro bus, altra tappa, la più lunga fino a quel momento: 6 ore quasi tutte su stradine di montagna. Le prime 2 ore (Embilipityia Palmadulla, Rs 110) a tavoletta, cercando di sorridere indifferenti, nonostante il terrore nel cuore e l’evidente tensione dei nostri volti. Le 4 ore successive  (Palmadulla Haputale, Rs 110) a passo di lumaca, superati a sfregio pure dai tuc-tuc.

Al prossimo episodio!

Post collegati: Sri Lanka; Sri Lanka #1 – Com’è cominciata; Sri Lanka #3 – Indovina chi viene..per il tè; Sri Lanka #4 – I Denti finti del Buddha; Sri Lanka #5 – STUPAAAAA!!!

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