Malaysian life #3 – La prima volta

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Ricordo perfettamente quando l’ho sentita per la prima volta, circa tre settimane dopo il mio arrivo a KL. Ero seduta al bancone dello Starbucks di Suria, il centro commerciale dentro le Petronas, dove andavo sempre a Skypare con Marco, la mia famiglia e i miei amici di sempre. L’ho avvertita improvvisamente, tra il cuore e lo stomaco: quella sensazione di appartenenza, di non sentirsi di passaggio, in vacanza o in viaggio di lavoro, ma di essere nella MIA nuova città.

Al lavoro ero ancora all’inizio, ma già sentivo che piano piano stavo entrando nei meccanismi; il tragitto casa-ufficio l’avevo ormai interiorizzato, andavo con il pilota automatico. A casa avevo addirittura fatto il grande passo che mi aveva elevato da semplice ospite temporaneo a condomino: avevo portato le lenzuola a lavare in lavanderia. A Torino non lo farei mai. Le lenzuola le lavo a casa e se è una bella giornata le stendo fuori in balcone, se no sullo stendino davanti al termosifone. Ma a KL la lavanderia è dentro il condominio, lava e stira tutto a un prezzo ridicolo e in tempi da record mondiale. In più gli studi sono talmente piccoli che se stendi le lenzuola in casa ti tocca dormire in corridoio! La cosa più naturale del mondo diventa per (quasi) tutti, quindi, portare il bucato in lavanderia. Quel giorno, semplicemente, era toccato a me!

E giusto prima di mettermi a scrivere mollemente sul divano, ricordo bene che una malsana idea da NewYorkese-troppo-impegnata (o forse troppo calata nel ruolo del la NewYorkese-troppo-impegnata) mi era balenata nella testa: farmi mezz’oretta di cyclette alle 10 di sera nella palestra del condo. Vestita di tutto punto ero arrivata al 30esimo piano, senza considerare però che, essendo a Kuala Lumpur e non a New York, la palestra sarebbe stata chiusa, e da un bel pezzo anche! Come un gong, il rumore della serratura chiusa, mi aveva risvegliata dal mio insensato sogno sportivo. In fondo sono sempre stata più una ragazza da Kuala Lumpur che una da New York: alle sedute notturne in palestra preferisco ingozzarmi di Nasi Goreng e Nasi Lemak. L’unica cosa da fare era quindi consolarsi pensando che, qualunque cosa fosse accaduta, la prova “costume” della Befana l’avrei certamente passata; e per quella estiva c’era ancora tempo!

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