Good morning Vietnam!

Vietnam – Pho Bo

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Per rappresentare la cucina vietnamita la lista di piatti deliziosi è vastissima. Avrei potuto descrivervi gli Spring Rolls freschi, simili ai più noti involtini primavera cinesi, se non fosse che sono completamente crudi e contengono anche menta e altre erbe aromatiche, oltre ai più comuni germogli di soia, carote e verza. Un’altra scelta eccellente sarebbe stata la più esotica insalata di mangosteen e gamberi, dove il dolce degli spicchi bianchi del mangosteen si sposa perfettamente con il sapore delicato dei gamberi crudi. 

Ma, visto che siamo ancora in inverno, non ho resistito alla tentazione di proporvi una bella zuppa bollente e per questo primo post ho deciso di raccontarvi il piatto principe dello street food di Hanoi, nonché una delle ricette più famose della cucina vietnamita: il Pho Bo.

Letteralmente significa zuppa (Pho) di manzo (Bo) e in effetti  si tratta proprio di un brodo di carne speziato con spaghettini di riso, filetti di carne di manzo cotti o crudi (Pho Bo tai), salsa nuoc man, la tradizionale salsa di pesce fermentato; il tutto accompagnato da fresche erbe aromatiche. Si tratta di un pasto della cucina popolare, veloce da gustare ed economico. Tradizionalmente era consumato a colazione, ma oggi si mangia comunemente anche a pranzo o cena.

L’origine del piatto é piuttosto misteriosa. Salvo una traccia del nome in alcuni archivi storici risalenti al 1925, non si hanno notizie certe. Varie sono le ipotesi: la più attendibile ritiene che la zuppa sia originaria del villaggio di Nam Dinh non lontano da Hanoi. Durante l’epoca coloniale questo villaggio era letteralmente preso d’assalto dai coloni francesi, che, per sentirsi più a casa hanno rivisitato la tradizionale zuppa locale di spaghettini di riso e di brodo di pesce con il pot-au-feu francese, il bollito di manzo.

Oggi esistono diversi tipi di Pho, soprattutto da dopo il  1945, quando i prodotti e i piatti tradizionali del Vietnam del sud e del Vietnam del nord hanno iniziato a mescolarsi sempre più, fino a creare nuove gustosissime ricette o varianti delle ricette originali, come il Pho Ga, ossia la zuppa di pollo.

Per assaggiare il tradizionale Pho Bo ad Hanoi basta scegliere una delle mille bancarelle itineranti della città, sedersi sui mini sgabelli, contemplare la preparazione e lasciarsi inebriare dall’intrigante profumino del brodo e dei vari condimenti: lime, peperoncino fresco, pepe, salsa di pesce fermentato, e chi più ne ha, più ne metta!

La sua preparazione tradizionale è molto lunga, richiede infatti ore e ore di ebollizione e molteplici ingredienti, ma se avete già l’acquolina in bocca, e non temete le lunghe preparazioni, ecco qui cosa vi occorre per preparare il tradizionale Pho Bo per 6 persone:

Brodo:

  • 600 gr di ossa di manzo
  • 250 gr di spalla o fesa di manzo
  • 15 gr di scalogno
  • 20 gr di zenzero fresco
  • 1 anice stellato, 3 stecche di cannella e 1 seme di cardamomo nero (no verde)
  • 400 gr di spaghettini di riso

Servizio:

  • 100 gr di fettine sottilissime di manzo
  • 60 gr di foglie di menta
  • 60 gr di coriandolo
  • 60 gr di cipollato
  • 2 peperoncini finemente tritati
  • 2 lime in spicchi
  • 5 cucchiai di nuoc mam o altra salsa di pesce fermentato
  • Sale e pepe

Preparazione:

Grigliate lo zenzero e lo scalogno. Frantumate l’anice e il cardamomo e metteteli in un sacchetto di stoffa assieme alle stecche di cannella, lo zenzero e lo scalogno. Mescolate le fettine di manzo con un po’ di zenzero fresco. Sciacquate le ossa di manzo ed immergetele in 1 litro di acqua fredda e portate a veloce ebollizione per 10 minuti; schiumate se necessario. Aggiungete il sacchetto con le spezie, la salsa di pesce e il resto della carne. Abbassate il fuoco e sobbollite per circa due ore.

Rimuovete le spezie e le ossa. Togliete la carne e lasciate scolare e asciugare. Mantenete il brodo caldo ma fate attenzione a non ridurlo troppo.

Affettate la carne in piccoli pezzi. Mettete a bagno i vermicelli di riso per 30 minuti poi serviteli nelle singole scodelle. Assicuratevi che il brodo sia caldo. Disponete qualche fettina di carne, sia cruda che cotta, sugli spaghettini e aggiungete mezza manciata di erbe finemente tagliate.

Versate il brodo e coprite tutti gli ingredienti. Servite accompagnato da peperoncino fresco tagliato e lime.

Se volete essere ligi alla tradizione, usate bacchette e cucchiaio tassativamente non di metallo..e gustatelo bollente a colazione!

Un saluto dalla Li/z/etta e alla prossima ricetta ;D

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Vietnam e Cambogia #1 – Tre giorni ad Angkor Wat

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In fase di pianificazione del viaggio devo ammettere che avevo qualche perplessità riguardo i 3 giorni dedicati a visitare la zona cambogiana dei templi. In genere preferisco i paesaggi naturali o quelli urbani dove posso perdermi nelle vie e nelle vite quotidiane delle persone che quei luoghi li abitano. Immaginare come doveva essere la vita nelle antiche città ormai svuotate e ridotte a una semplice istantanea di quello che furono, non mi stuzzica particolarmente.

img_1632Questa idea non poteva essere più sbagliata. Intanto la zona archeologica di Angkor Wat si estende per chilometri inglobando anche piccoli villaggi: non si ha la sensazione di entrare in un recinto chiuso, morto, che esclude ogni tipo di evoluzione o cambiamento.

L’altra stranezza, che affascina nel profondo, è la commistione con la giungla che entra, incornicia e addirittura spacca i templi, che sembrano essere appena stati scoperti durante una delle improbabili avventure di Indiana Jones.

Il brivido della scoperta è credo quello img_1601che più di tutto si ricerca quando si visitano luoghi così lontani dalla nostra vita nel tempo e nello spazio: purtroppo, per quanto mi riguarda, questa sensazione spesso viene soffocata dall’eccessiva organizzazione dei siti archeologici, dal numero di turisti, dal rumore, che impedisce di straniarsi completamente dal momento contingente. Angkor Wat è invece uno di quei pochi luoghi che hanno mantenuto quella magia della scoperta che ci spinge a visitare questo genere di siti.

Il consiglio pratico è quello di appoggiarsi a una guida almeno per una giornata intera; noi non l’abbiamo fatto, ma ce ne siamo pentiti: in molte occasioni avremmo voluto sapere qualche dettaglio in più riguardo la storia dei templi e di chi li aveva costruiti.

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