Sri Lanka #5 – STUPAAAAA!!!

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Ciò che colpisce del distretto culturale è la presenza costante del Buddha. Sia a Dambulla, nei templi rupestri, sia nell’area archeologica di Polonnaruwa,il peso dell’iconografia buddhista è pesante come un macigno: il Buddha è protagonista sempre e comunque, con innumerevoli statue in tutte le posizioni consentite; quindi 1) sdraiato e 2) seduto.

 

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Gli stupa, invece, sono misteriosi: per noi abituati a luoghi di culto con porte fatte per accogliere il pellegrino all’interno, questi enormi blocchi di pietra fatti per essere osservati esclusivamente da fuori ci sorprendono e quasi ci inquietano perché non riusciamo a comprenderne fino in fondo il significato. L’impressione generale è quella di un’arte estremamente rigida, che lascia poco spazio all’estro creativo: quando ti avvicini hai già la percezione di quello che ti aspetta.

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L’eccezione più evidente, e non saprei dire se sia un bene o un male, è il Golden Temple di Dambulla, una costruzione piuttosto pacchiana quasi fumettosa con luci al neon e colori sgargianti, dalla quale sia accede ai templi rupestri.

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Totalmente fuori contesto è invece il sito di Sigiriya, la famosa rocca che sulla sommità ospitava un antico monastero, di cui oggi non rimangono che le rovine. Dalla cima si gode un panorama che spazia in ogni direzione su pianure, giungla, laghi e montagne. Quando ci si arriva, finalmente, dopo aver salito i gradini di una stretta scala di ferro, l’emozione è palpabile. Capiamo perché i monaci che l’hanno costruito hanno scelto proprio questo luogo: sembra di essere in cima al mondo.

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